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Melanoma: escissione sicura con margini stretti


Un margine chirurgico di 2 cm è adeguato per i pazienti il cui melanoma cutaneo primario è più spesso di 2 mm, secondo uno studio randomizzato compiuto da un gruppo di ricercatori del Karolinska Institute di Stoccolma ( Svezia ).

Quando i pazienti i cui tumori sono stati asportati con 2 cm di margine sono stati confrontati con quelli che avevano margini di 4 cm, la sopravvivenza generale in entrambi i gruppi è stata pari al 65% a 5 anni ( P=0.69 ). Inoltre, la sopravvivenza libera da recidive è risultata identica nei due gruppi ( 56%; P=0.82 ).

In passato si raccomandavano, per il melanoma cutaneo, margini di escissione di 5 cm o maggiori, e solo alla fine degli anni 80 ci si è orientati verso margini più stretti per tumori sottili.
Tuttavia, sono rimaste controversie sui margini ottimali per i tumori di stadio IIA-C, di spessore maggiore di 2 mm.

Per dipanare la questione, è stato avviato, nel 1992, uno studio su pazienti provenienti da più di 50 Centri. L’obiettivo era quello di arruolare 2.000 pazienti, ma il reclutamento si è fermato a 936 pazienti perché nel frattempo la pratica chirurgica si stava indirizzando verso margini più stretti.

L’età media dei partecipanti era di 60 anni, quasi due terzi erano di sesso maschile, e la maggior parte dei tumori si trovava sul tronco.
Lo spessore del tumore medio era di 3.1 mm, con un range tra 2.5 e 4.4 mm. Il follow-up medio è stato di 6.7 anni.

In totale, nel 69% dei pazienti nel gruppo da 2 cm la ferita chirurgica è stata chiusa con una semplice sutura, contro il 37% dei soggetti nel gruppo da 4 cm.
Il fatto che più dei due terzi dei pazienti nel gruppo da 2 cm non avesse bisogno di innesti cutanei o lembi ha diminuito la durata della degenza ospedaliera e le complicanze associate alle procedure.

Non sono state osservate differenze tra i due gruppi riguardo ai primi eventi, tra cui recidive locali e regionali, metastasi, e decessi, con 194 eventi nel gruppo da 2 cm e 200 nel gruppo da 4 cm ( hazard ratio, HR=0.98, P=0.80 ).
Il tempo al decesso era simile nei due gruppi ( P=0.69 ).

I pazienti arruolati nello studio in Svezia hanno continuato ad essere seguiti fino a giugno 2011, mentre il follow-up in altri Paesi è cessato nel 2004.

Nella coorte svedese, la sopravvivenza a 10 anni è stata del 50% sia tra i pazienti nel gruppo 2 cm che in quelli nel gruppo 4 cm.
Le analisi multivariate hanno trovato i seguenti fattori associati in modo indipendente a una più ridotta sopravvivenza generale: sesso maschile, HR=1.42 ( P=0.01 ); età uguale o superiore a 60 anni, HR=1.66 ( P inferiore a 0.0001 ); tumore localizzato sul tronco, HR=1.43 ( P=0.02 ); spessore del melanoma superiore a 3 mm, HR=1.45 ( P=0.001 ); presenza di ulcerazione, HR=1.62 ( P inferiore a 0.0001 )
Tali elementi, con l'eccezione dell’età, inoltre, sono stati associati ad una minore probabilità di sopravvivenza libera da recidive.

E’ stato osservato che 666 pazienti nello studio avevano tumori tra 2 e 4 mm di spessore e 270 avevano tumori di spessore di 4 mm o superiore. ( Xagena2011 )

Fonte: The Lancet, 2011


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