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Raptiva: interazioni farmacologiche ed impiego in gravidanza


Non sono stati effettuati studi formali sulle interazioni tra Raptiva ( Efalizumab ), un farmaco per il trattamento della psoriasi cronica a placche, ed altri farmaci.

Sono disponibili dati limitati sugli effetti della vaccinazione in pazienti che ricevono Raptiva.
In uno studio di 66 pazienti con psoriasi a placche moderata, è stata valutata la risposta immune durante e dopo il trattamento con Raptiva. In seguito alla vaccinazione di richiamo con il tossoide tetanico ( antigene di richiamo ), la capacità di aumentare la risposta immune al tossoide tetanico è stata mantenuta in quei pazienti sottoposti al trattamento con Raptiva.
Dopo 35 giorni di trattamento con Raptiva, la proporzione di soggetti trattati con Efalizumab con test cutaneo di reazione alla Candida positivo era significativamente ridotta rispetto al gruppo trattato con placebo. La risposta anticorpale ad un neo-antigene sperimentale è stata ridotta durante la terapia con Raptiva, ma iniziava a normalizzarsi 6 settimane dopo l’interruzione della terapia con Raptiva e senza dimostrazione di induzione di tolleranza.

Risultati normali sono stati osservati con un vaccino pneumococcico somministrato 6 settimane dopo l’interruzione con Raptiva.

Neo-vaccinazioni somministrate durante il trattamento con Raptiva possono indurre livelli di anticorpi più bassi che nei soggetti non trattati, ma il significato clinico di ciò non è conosciuto.

Ai pazienti non devono essere somministrati vaccini, da batteri o virus vivi e vivi attenuati durante il trattamento con Raptiva.

Sulla base del meccanismo d’azione di Efalizumab, i suoi effetti sul sistema immunitario possono essere potenziati da farmaci immunosoppressivi sistemici comunemente utilizzati per il trattamento della psoriasi.

Raptiva è stato utilizzato in associazione con corticosteroidi topici nei pazienti affetti da psoriasi senza mostrare né effetti sfavorevoli né alcun significativo effetto benefico della terapia combinata rispetto alla monoterapia con Efalizumab.

In generale, è noto che le immunoglobuline attraversano la barriera placentare. Non vi sono dati adeguati riguardanti l’uso di Efalizumab in donne in gravidanza.
Gli studi sugli animali hanno indicato una compromissione della funzione immunitaria della prole.
Le donne in gravidanza non devono essere trattate con Raptiva.
Le donne in età fertile devono adottare appropriate misure contraccettive durante il trattamento.

Non è stata studiata l’escrezione di Efalizumab nel latte materno, si ritiene, tuttavia, che le immunoglobuline siano escrete nel latte materno. Inoltre, è stata dimostrata l’escrezione di un anticorpo analogo ad Efalizumab nel latte di topi. Le donne non devono allattare durante il trattamento con Raptiva. ( Xagena2007 )

Fonte: EMEA, 2007


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